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Cubetti Porfido: recupero file parallele

Aggiornamento: 3 mag


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cubetti di porfido: recupero file parallele

I Cubetti di Porfido, un po' per l'estetica ed un po' per la comodità, sono destinati a numerosi utilizzi e vengono continuamente richiesti.


Recentemente, abbiamo recuperato una strada ormai molto danneggiata, a Covo, comune situato nella bassa bergamasca.


La necessità era quella di avere un percorso senza intralci o pericoli, di modo che lo si potesse attraversare tranquillamente.


A causa del frequente calpestio, si tratta infatti di un tragitto soggetto ad usura, per questo abbiamo dovuto pensare ad una soluzione che potesse essere duratura nel tempo.


Il progetto ha previsto l'utilizzo dei citati Cubetti di Porfido, disposti in file parallele.


La scelta è dovuta al fatto che, a livello di pavimentazione esterna, si rivelano tra le pietre preferite poiché un pavimento costruito con questo materiale ha una resistenza molto elevata, ed è in grado di sostenere senza alcuna difficoltà pesi consistenti.


Inoltre l'effetto estetico si mantiene molto piacevole.


Origini

Produzione

Posa

Schemi di posa

Foto progetto


Origini

Il porfido è una roccia di origine vulcanica, costituita da:

  • 65% di pasta vetrosa e microcristallina

  • 30% di micro cristalli di quarzo

  • percentuale minore di altri elementi come miche e feldspati.

Il colore varia dal grigio chiaro al marrone, ed è influenzato dalle percentuali di composizione, oltre che dal sito nel quale avviene l'estrazione.


In Italia, si ricava principalmente dal Trentino, dalle zone intorno a Varese e dalla provincia di Brescia.


Produzione

I cubetti vengono ottenuti dalla spaccatura meccanica di lastre di porfido.


Lo spessore della lastra può variare dai 4 agli 8 cm, anche in base al fatto che l'utilizzo sia pedonale piuttosto che carrabile.


Disegni complessi e chiaramente visibili richiedono dunque cubetti più piccoli, mentre i tagli più grandi possono essere usati per pavimentazioni robuste, adatte al traffico pesante. Le lastre vengono spaccate grazie alla pressione che i macchinari esercitano su due cunei diamantati che schiacciano i lati della lastra fino a fratturarla.


Gli addetti allo spacco, dopo aver lavorato la lastra, vanno a rifinire il singolo cubetto togliendo manualmente eventuali irregolarità.


La posa

Ci sono più possibilità di posa, nelle quali è previsto l'utilizzo di materiali differenti, sulla base di quanto si desidera, possiamo infatti decidere di optare per:


  • L’uso del cemento miscelato a sabbia: permette di avere aderenza e stabilità, con una nota negativa relativa però all'aspetto ecologico.


  • La posa con ghiaino secco e sigillatura in sabbia: sicuramente il metodo più ecologico.


  • La resina poliuretanica: si tratta di un materiale innovativo che permette una sigillatura più elastica.

Schemi di posa

Gli schemi più utilizzati per la posa in opera del cubetto sono:

  • posa diritta sfalsata, viene realizzata sfalsando i cubetti e posandoli a file parallele.

  • posa a coda di pavone, è la disposizione classica che tutti noi conosciamo. Di norma viene utilizzata per pezzature medie o piccole.


  • posa ad archi concentrici, si pianta un picchetto nel punto centrale e si procede per archi concentrici.


  • posa a file dritte, i cubetti vengono disposti l'uno di seguito all'altro, secondo linee predefinite e formando linee parallele le une con le altre.


Recupero strada

Di seguito altre foto eseguite durante il recupero della strada a Covo. L'impegno che i nostri lavoratori mettono in ogni azione, è evidente, a partire dai risultati che in poco tempo riescono a realizzare.


Facile notare la precisione e l'attenzione al dettaglio riservata ad ogni cm di strada. Un accostamento di sfumature che da origine ad una composizione mozzafiato.


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